OPI Parma interviene dopo le dichiarazioni emerse durante un confronto politico-amministrativo locale
L’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Parma ritiene necessario intervenire pubblicamente in riferimento alle dichiarazioni emerse durante un recente confronto politico-amministrativo locale, nel quale la professione infermieristica è stata richiamata con toni e modalità che hanno suscitato forte amarezza e profondo disappunto all’interno della categoria.
Ribadiamo con forza che le professioni sanitarie non si misurano in una graduatoria di prestigio, ma nel valore che portano ogni giorno ai cittadini e al sistema salute. Medici, infermieri, OSS, professionisti sanitari e socio-sanitari contribuiscono, con competenze differenti e complementari, a garantire un diritto fondamentale sancito dalla Costituzione: il diritto alla salute.
Per questo motivo, ogni affermazione che possa apparire denigratoria o riduttiva nei confronti di una professione sanitaria rischia di alimentare divisioni inutili e dannose all’interno di un sistema che, al contrario, vive di integrazione, collaborazione, rispetto reciproco e lavoro multidisciplinare.
Chi ricopre incarichi pubblici e istituzionali, soprattutto quando richiama competenze elevate e autorevolezza professionale, dovrebbe conoscere bene l’evoluzione che negli anni ha interessato il sistema sanitario e, con esso, il ruolo degli infermieri. Oggi la professione infermieristica rappresenta una componente essenziale e altamente qualificata del Servizio Sanitario Nazionale, con responsabilità cliniche, organizzative, formative e gestionali di assoluto rilievo.
Gli infermieri italiani non sono più, da tempo, figure subordinate a modelli culturali ormai superati. Sono professionisti laureati, con percorsi specialistici, master universitari, competenze avanzate e ruoli dirigenziali di altissimo profilo. Basti pensare alla presenza dei direttori assistenziali all’interno delle aziende sanitarie pubbliche: figure apicali che partecipano direttamente alla governance delle organizzazioni sanitarie, alla programmazione dei servizi, alla gestione delle risorse professionali e alla definizione dei percorsi assistenziali.
Menzionare gli infermieri con finalità riduttive o come parametro svalutante di paragone, oltre a dimostrare una visione non aggiornata e non aderente alla realtà contemporanea del sistema sanitario, risulta offensivo per l’intera categoria professionale.
Ed è proprio la reazione che tali affermazioni hanno generato a dimostrare quanto quelle parole siano state percepite come inappropriate. Non è il giudizio di chi, pur ritenendosi “più in alto”, si permette velatamente di attribuire maggiore o minore dignità alle professioni a stabilire il valore degli infermieri. Quel valore è riconosciuto quotidianamente dai cittadini, dalle istituzioni sanitarie, dai pazienti e dalle famiglie che ogni giorno incontrano professionisti competenti, preparati e indispensabili nei percorsi di cura.
Gli infermieri sono presenti nei pronto soccorso, nelle terapie intensive, nei servizi territoriali, nelle case di comunità, nelle strutture socio-sanitarie, nell’assistenza domiciliare, nella prevenzione, nella formazione e nella ricerca. Sono professionisti che garantiscono continuità assistenziale, presa in carico, prossimità e sicurezza delle cure, spesso in condizioni organizzative estremamente complesse.
In un momento storico nel quale il sistema sanitario affronta sfide enormi – dalla carenza di professionisti all’invecchiamento della popolazione, fino alla crescente complessità assistenziale – il Paese ha bisogno di messaggi che uniscano e valorizzino le competenze, non di parole che rischiano di svilire chi ogni giorno sostiene concretamente il funzionamento dei servizi.
Il confronto pubblico e politico è sempre utile e legittimo. Il rispetto, però, dovrebbe esserlo ancora di più.
Da persone che ricoprono ruoli di così alta levatura politica e professionale ci si aspetta piena consapevolezza del peso delle parole utilizzate, soprattutto quando si parla di professioni che rappresentano un pilastro fondamentale del sistema sanitario.
Per questo auspichiamo che venga riconosciuto l’errore commesso e che possano arrivare pubbliche scuse nei confronti della professione infermieristica e di tutti coloro che, con competenza, sacrificio e responsabilità, operano quotidianamente al servizio della collettività.
L’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Parma continuerà a difendere il valore, la dignità e il ruolo degli infermieri, promuovendo una cultura fondata sul riconoscimento reciproco, sulla collaborazione tra professioni e sul rispetto istituzionale.
Aggiornamento:
Di seguito la risposta del Presidente Walter Rossi alla email di scuse pervenuta dal Dott. Lavagetto:
Prendiamo atto con favore delle parole e delle scuse pubbliche ricevute, apprezzando il chiarimento espresso e il riconoscimento del valore della professione infermieristica.
Riteniamo importante che, a seguito di un episodio che ha generato comprensibile amarezza tra molti professionisti, sia arrivata una presa di posizione chiara che ha precisato l’assenza di qualsiasi intento denigratorio verso gli infermieri e il loro ruolo nel sistema sanitario.
Le parole hanno un peso, soprattutto quando vengono pronunciate in contesti pubblici e istituzionali. Per questo abbiamo ritenuto doveroso intervenire: non per alimentare contrapposizioni, ma per tutelare la dignità di una professione che ogni giorno opera con competenza, responsabilità e dedizione accanto ai cittadini.
Accogliamo quindi il chiarimento con spirito costruttivo, nella convinzione che il confronto, anche quando nasce da momenti di criticità, possa rappresentare un’occasione di crescita reciproca.
La sanità ha bisogno di collaborazione, rispetto e riconoscimento tra tutte le professioni. Continueremo a lavorare affinché questi valori restino patrimonio comune, a tutela dei professionisti e della qualità dell’assistenza ai cittadini.
