Le storie degli infermieri di comunità che si sono distinti nei diversi campi dell'assistenza sul territorio, abbracciando ambiti particolarmente sensibili fra cui la salute mentale, la pediatria, l'ausilio domiciliare, gli anziani e la scuola, con l'obiettivo di offrire un servizio di assistenza sanitaria vicino ai cittadini e ai loro bisogni di salute.
La determinazione di Federico, una storia di resilienza.
Fidenza, patria di storie di coraggio e determinazione, vede emergere un giovane infermiere che sta facendo parlare di sé per la sua storia di vita unica. Federico Spigardi, ventottenne neolaureato, è il primo infermiere sordo ad essere entrato nell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Parma, portando con sé una carica di tenacia e determinazione.
Il suo percorso viene raccontato in un lungo articolo edito su Gazzetta di Parma di oggi a firma Nicola De Ieso e inizia nel 1996 quando, nato da una giovane madre, si trova a fronteggiare le sfide della vita fin da subito. Cresciuto nei primi anni a Salsomaggiore, la madre, travolta dalla difficoltà di affrontare da sola la situazione, si trasferisce in provincia di Imola alla ricerca di sostegno. Federico, nel frattempo, vive una circostanza che cambierà radicalmente il corso della sua esistenza durante una recita di Natale all’età di soli tre anni. In quel momento, improvvisamente, smette di cantare e piomba nel silenzio. La causa di questo mutamento è rimasta sconosciuta, ma gli specialisti dell’ospedale Maggiore applicano una protesi acustica nella speranza di recuperare la sua capacità uditiva.
Trascorsi gli anni, il tribunale dei minori di Bologna decide che Federico ha bisogno di una famiglia stabile per affrontare le sfide che la vita gli ha riservato. Accolto da una coppia di agricoltori in provincia di Parma, Federico trova in loro un punto di riferimento solido, un padre affidatario in grado di trasmettergli quella tenacia che lo caratterizza.
Dopo il diploma, Federico decide di tornare a vivere tra Fidenza e Salsomaggiore, vicino ai nonni materni, e inizia a lavorare come trattorista. Tuttavia, nel 2012, sente il bisogno di dedicarsi agli altri. Da volontario a Fidenza e successivamente al Comitato Croce Rossa di Parma, il giovane infermiere riceve la chiamata alla vocazione tramandatagli dal nonno materno.
Il punto di svolta nella vita di Federico arriva con la pandemia di COVID-19 quando inizia a lavorare con impegno per la Pubblica Assistenza di Fidenza per tre anni. La sua dedizione alla causa sociale cresce, portandolo a iscriversi al corso di laurea in scienze infermieristiche. Tuttavia, un altro ostacolo si frappone sulla sua strada. A soli 24 ore dal primo vaccino, viene colpito da sindrome vestibolare, un evento che lo lascia senza udito. Nonostante le difficoltà, Federico continua a perseguire il suo sogno di diventare infermiere.
La sua forza e resilienza emergono ancora una volta quando, a maggio, un impianto cocleare bilaterale gli restituisce gradualmente la capacità di udire. Con il coraggio di un leone, Federico riesce a completare gli esami universitari, affrontando un lungo periodo senza poter ascoltare le lezioni. Nel novembre scorso, con onore e dedizione, si laurea.
Il lieto fine della sua storia si materializza pochi giorni dopo il conseguimento della laurea: l’ospedale di Vaio a Fidenza decide di assumerlo come infermiere nel reparto di Chirurgia. A meno di trent’anni, Federico Spigardi diventa un esempio vivente di forza, resilienza e amore per la vita. La sua storia è un inno alla determinazione e all’abilità di superare le avversità, ispirando colleghi e pazienti a credere nell’importanza della dedizione e del coraggio nel perseguire i propri sogni.
L’OPI di Parma rigetta giudizi sommari su Infermieri del pronto soccorso
L’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Parma ha appreso dai canali social della presentazione al Consiglio Comunale di Parma di una mozione sulle politiche della salute che, tra le altre cose, annovera come uno dei fattori concorrenti ad un ipotetico «collasso» del Pronto Soccorso cittadino la presenza di personale infermieristico «inadeguato a condurre il “triage” per l’impostazione dei vari codici d’urgenza».
Pur consapevole delle facoltà in corso di dibattito politico degli Onorevoli Consiglieri e senza voler entrare io stesso nel dibattito, mi duole far notare fin da subito che nell’attuale periodo storico la cronaca nazionale è costellata da accadimenti deplorevoli ai danni proprio di quegli infermieri di triage. È evidente anche ai meno attenti l’altissimo livello di tensione che si respira nei servizi di pronto soccorso. Un’affermazione capace di minare ulteriormente il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzione appare allo scrivente inopportuna e irresponsabile. Ancor più se proveniente da una istituzione. Il ruolo di infermiere di triage è particolarmente normato anche dal punto di vista della formazione e addestramento e su di esso ricadono grandi responsabilità. L’assegnazione di un infermiere/a al ruolo di triagista non è pertanto lasciata al caso, alle contingenze organizzative o facilitata in qualche modo nelle attestazioni.
Questa affermazione chiaramente vaga, difficilmente misurabile e non riferibile a fatti specifici, non può neppure essere considerata dall’Ordine che rappresento come una segnalazione dalla quale prendere iniziativa per l’avvio di una istruttoria. È infatti prerogativa dell’Ordine in qualità di Ente sussidiario dello Stato tutelare i professionisti ed i cittadini che hanno diritto di ricevere prestazioni sanitarie da personale qualificato.
Vorrei perciò esprimere a nome mio e del consiglio che rappresento stima e gratitudine a tutti gli infermieri che operano nei triage dei pronto soccorsi provinciali, dai quali, giungono notizie di grande resilienza e competenza anche nei momenti di maggiore stress dovuti ai picchi di accesso noti alle cronache cittadine.
Concludo nell’affermare che gli infermieri assegnati al triage del Pronto Soccorso di Parma sono preparati e adeguati al ruolo che ricoprono e rinnovo ad essi gli auguri di buone feste, con particolare riferimento a coloro ai quali passeranno tante ore proprio lì, al loro posto, al fianco delle persone che in queste festività accederanno al nostro ospedale.
Il Presidente
Walter Rossi

