Corso ECM in Radioprotezione: opportunità di assolvere all’obbligo formativo per gli infermieri

La normativa vigente ribadisce l’obbligatorietà per i professionisti sanitari che operano in ambiti connessi all’esposizione medica di svolgere formazione specifica in radioprotezione. Come chiarito dalla circolare FNOPI n. 99/2022, per gli infermieri e gli infermieri pediatrici almeno il 10% dei crediti ECM del triennio deve riguardare la radioprotezione del paziente.

Per supportare gli iscritti nel rispetto di tale obbligo, OPI Parma segnala la possibilità di partecipare al Corso ECM in Radioprotezione, organizzato dalla piattaforma FAD BetaImprese, che si terrà online l’8 ottobre 2025. Grazie alla convenzione attiva con BetaImprese, gli iscritti OPI Parma hanno già accesso gratuito ad altri corsi ECM, mentre l’iscrizione al corso in oggetto può essere effettuata attraverso questa pagina: Corso ECM in Radioprotezione di BetaImprese.

Si invita pertanto chi opera in contesti esposti a rischio radiologico a cogliere questa opportunità, adempiendo a un obbligo normativo fondamentale per la tutela della sicurezza del paziente e della qualità professionale.

18 agosto 1990: Parma ricorda l’equipaggio di “Charlie Alpha”, caduto sul Ventasso

C’è una data che nella memoria del sistema di emergenza-urgenza della nostra provincia non sbiadisce: 18 agosto 1990. È il giorno in cui l’elicottero del soccorso sanitario dell’Ospedale Maggiore di Parma, I-EHCA “Charlie Alpha”, un Agusta A109 in servizio per l’allora “Parma Soccorso”, precipitò sulle pendici del Monte Ventasso, nell’Appennino reggiano, durante un volo di emergenza. A bordo c’erano quattro operatori che incarnavano la migliore tradizione del servizio pubblico: Claudio Marchini, pilota; Anna Maria Giorgio, medico anestesista; gli infermieri Corrado Dondi e Angelo Maffei. Nessuno di loro fece ritorno.

La missione, la nebbia, l’impatto

Quella mattina d’agosto il decollo avvenne dalla piazzola del Maggiore per raggiungere Sologno, frazione di Villa Minozzo, dove un uomo era rimasto gravemente ferito da un colpo d’arma da fuoco. In Appennino, però, la visibilità era gravemente compromessa da banchi di fitta nebbia. Nonostante le cautele, “Charlie Alpha” impattò contro le rocce sul versante del Ventasso intorno alle 8.20. L’urto fu devastante e l’equipaggio perse la vita sul colpo. L’Italia scoprì, attonita, quanto fragile e allo stesso tempo preziosa fosse la catena del soccorso che ogni giorno si alza in volo per noi.

Il luogo della memoria: il cippo in via Casati Confalonieri

Dal 1991, di fronte al cippo lungo il viale che conduce alla sede del Cral Sanità in via Casati Confalonieri a Parma, si svolge ogni anno la cerimonia di commemorazione. È lì che ci ritroviamo: le Aziende sanitarie, le istituzioni, le Pubbliche Assistenze, i colleghi del 118 e, soprattutto, i familiari. È un appuntamento sobrio e composto, che non perde intensità con il passare del tempo. Anche quest’anno – nel giorno esatto dell’anniversario – la città si ferma un momento, ascolta i nomi, depone fiori, rinnova il patto con chi, in quel volo, ha dato tutto.

Il cordoglio che diventa impegno

Come Ordine delle Professioni Infermieristiche di Parma esprimiamo, ancora una volta, vicinanza e cordoglio alle famiglie di Claudio, Anna Maria, Corrado e Angelo. Accanto al dolore, c’è la gratitudine per un’eredità che parla a ogni turno, a ogni briefing, a ogni decollo: l’eredità di una cultura della sicurezza che quella tragedia ha contribuito ad accelerare e consolidare.

Negli anni successivi, il servizio di elisoccorso ha visto una progressiva evoluzione di procedure e dotazioni: maggiore attenzione alle valutazioni meteo e di scenario, standardizzazione delle checklist, addestramento integrato dei team clinici e di volo, investimenti su navigazione, comunicazioni e capacità operative. Oggi, l’elisoccorso dell’Emilia-Romagna opera con standard elevati e mezzi equipaggiati per missioni complesse, all’interno di una rete regionale che valorizza formazione, interoperabilità e qualità. Ogni passo in avanti – come ricordano le nostre Aziende sanitarie nelle comunicazioni istituzionali – è figlio di un percorso in cui memoria e prevenzione camminano insieme.

Le radici del nostro essere infermieri

Per la comunità infermieristica di Parma, il 18 agosto è un giorno che parla al cuore della nostra identità professionale. Ricordare Corrado Dondi e Angelo Maffei significa riaffermare una visione dell’assistenza che non si ferma alla competenza tecnica: prendersi cura in emergenza significa accettare la complessità, coltivare lavoro di squadra, comunicazione, lucidità. È difendere la sicurezza di pazienti e operatori con la stessa tenacia con cui difendiamo la dignità di chi soffre.

In questi trentacinque anni la nostra professione è cambiata molto: sono cresciute le responsabilità, si è consolidata la formazione universitaria, si è evoluto il sistema dell’emergenza territoriale. Eppure il cuore resta lo stesso: essere presidio di umanità dove il tempo è stretto, le decisioni pesano e la vita pende da un filo. In elisoccorso questo filo è letteralmente sospeso nell’aria; per questo l’etica della prudenza e la cultura della prevenzione sono parte integrante del nostro modo di essere professionisti.

Un ricordo che unisce la città

Ogni anniversario richiama la cittadinanza: il mondo del volontariato, le istituzioni, chi quel giorno c’era e chi ne ha sentito parlare dai genitori. Parma ha sempre riconosciuto in “Charlie Alpha” un simbolo: l’idea che il bene pubblico si serve anche in condizioni difficili, che il servizio sanitario è un patrimonio collettivo, che dietro ogni sirena c’è un’organizzazione fatta di studio, addestramento e responsabilità. L’abbraccio della città è una promessa: non dimenticare e trasformare la memoria in azione.

Il valore civile di un sacrificio

Il sacrificio dell’equipaggio è stato riconosciuto dalle istituzioni con il conferimento della Medaglia d’Oro al Valor Civile alla memoria. È un gesto formale, certo, ma dice un contenuto sostanziale: riconosce che quelle vite sono state donate per un bene più grande, in nome della tutela della comunità. Per noi infermieri, quel riconoscimento è anche un promemoria: non c’è atto tecnico che non abbia una radice civica, non c’è abilità clinica che non diventi servizio.

Dal lutto alla consapevolezza

Delle tragedie, la memoria custodisce il dolore. Ma c’è un’altra eredità che, con rispetto, riconosciamo: l’aumento di consapevolezza. Ogni procedura aggiornata, ogni debriefing condotto con onestà, ogni segnalazione di quasi-incidente ascoltata davvero, ogni scelta di non decollare quando le condizioni non lo permettono sono pietre di un mosaico di sicurezza costruito anche a partire da quel 18 agosto. È una responsabilità di tutti: dei professionisti sanitari, dei comandanti, dei decisori, dei formatori. È, soprattutto, un atto di cura verso i pazienti e verso i colleghi.

“Volare” oggi: una promessa mantenuta

Oggi, quando un elicottero sanitario si alza in volo sulla nostra provincia, ogni parte della catena sa di portare con sé una storia e un impegno. È lo stesso impegno che ritroviamo ogni 18 agosto al cippo di via Casati Confalonieri: guardare indietro per guardare avanti. Perché ricordare significa anche proteggere: il paziente, i professionisti, la qualità del servizio.

Nel loro nome – Claudio Marchini, Anna Maria Giorgio, Corrado Dondi, Angelo Maffei – continuiamo a credere in un’emergenza-urgenza competente, sicura, umana. E rinnoviamo, come Ordine delle Professioni Infermieristiche di Parma, la nostra vicinanza alle famiglie, ai colleghi del 118, a tutte le donne e gli uomini che, in terra e in cielo, ogni giorno trasformano la cura in azione.

Non vi dimentichiamo. E la vostra lezione continua a volare con noi.

 

Video commemorativo

credits: Giuliano Bianchini, Alta Media

Trasferimento automatico del domicilio digitale (PEC) dal registro INI-PEC a INAD: cosa devono sapere gli iscritti OPI

L’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Parma informa tutti gli iscritti che, in conformità alle recenti disposizioni normative, il domicilio digitale dei professionisti – identificato con l’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) comunicato all’Ordine – sarà oggetto di trasferimento automatico dal registro INI-PEC al registro INAD.

Questa novità discende dall’articolo 6-quater, comma 2, del Codice dell’Amministrazione Digitale (D.lgs. 7 marzo 2005, n. 82) e riguarda tutti i professionisti iscritti agli albi, come infermieri e infermieri pediatrici.

Vediamo nel dettaglio cosa comporta questo cambiamento, quali sono i tempi, e cosa gli iscritti devono fare per gestire al meglio il proprio domicilio digitale.


Cos’è il domicilio digitale e quali registri lo gestiscono

Il domicilio digitale è l’indirizzo elettronico (generalmente una PEC) valido ai fini delle comunicazioni ufficiali con valore legale.
Fino a oggi, per i professionisti iscritti agli albi, il domicilio digitale era gestito principalmente attraverso INI-PEC (Indice Nazionale dei Domicili Digitali delle Imprese e dei Professionisti), aggiornato automaticamente dagli Ordini professionali.

A partire da quest’anno, entra in gioco anche INAD (Indice Nazionale dei Domicili Digitali delle Persone Fisiche, Professionisti e Altri Enti di Diritto Privato non iscritti in albi o registri), istituito presso l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID).

Ecco le differenze principali:

  • INI-PEC: raccoglie i domicili digitali legati all’attività professionale di imprese e professionisti iscritti ad albi o collegi.
  • INAD: contiene i domicili digitali delle persone fisiche e di professionisti/enti non obbligati all’iscrizione in registri professionali, ed è utilizzato anche per comunicazioni legate alla sfera privata del titolare.

Cosa cambia per gli infermieri iscritti all’OPI Parma

In base alla normativa vigente, il domicilio digitale comunicato dall’Ordine all’INI-PEC diventa automaticamente anche domicilio digitale in INAD, assumendo quindi una duplice valenza:

  1. Professionale – rimane valido su INI-PEC per le comunicazioni relative all’attività professionale.
  2. Personale – viene iscritto in INAD come domicilio digitale della persona fisica, utilizzabile per comunicazioni legali inerenti la sfera privata.

Il trasferimento avviene automaticamente, senza necessità di alcuna azione da parte dell’iscritto.
Come specificato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e da AgID, il primo riversamento su INAD è già stato effettuato; i successivi aggiornamenti avvengono quotidianamente per ogni nuova iscrizione all’INI-PEC.


Tempistiche e possibilità di modifica

Dopo il trasferimento automatico, il processo si articola in più fasi:

  1. Registrazione provvisoria (30 giorni)
    • Il domicilio digitale e i dati del titolare sono registrati in INAD ma non immediatamente pubblicati.
    • In questo periodo, il professionista può modificare il domicilio digitale, eleggendone uno diverso da quello comunicato all’Ordine, ai sensi dell’art. 3-bis, comma 1-bis, del CAD.
  2. Pubblicazione sul portale INAD
    • Decorso il termine di 30 giorni, AgID pubblica il domicilio digitale e i dati ad esso correlati.
    • Da quel momento, chiunque potrà inviare comunicazioni legali all’indirizzo pubblicato su INAD, che avranno valore legale anche nella sfera privata.
  3. Gestione successiva da parte del professionista
    • Il titolare potrà, in qualsiasi momento, modificare o cessare il proprio domicilio digitale in INAD, seguendo le modalità indicate nelle Linee guida ufficiali di AgID.

Perché è importante tenere aggiornata la PEC

La PEC rappresenta il canale di comunicazione ufficiale per notifiche legali, atti amministrativi e comunicazioni di rilievo sia nella vita professionale che privata.
Con l’estensione della registrazione a INAD:

  • Le comunicazioni private potranno essere inviate all’indirizzo PEC già registrato per la professione.
  • La mancata consultazione della PEC non esime dalle responsabilità legali derivanti dalla ricezione di comunicazioni.

Per questo, OPI Parma raccomanda agli iscritti di:

  • Controllare periodicamente la propria casella PEC.
  • Assicurarsi che la casella non sia piena o scaduta.
  • Aggiornare l’Ordine in caso di variazione dell’indirizzo PEC.

Dove trovare assistenza e ulteriori informazioni

Per chiarimenti o supporto, restano attivi i servizi di assistenza:

Inoltre, le Linee guida AgID illustrano nel dettaglio le modalità di gestione, modifica e cessazione del domicilio digitale in INAD.


In sintesi:

  • Non è richiesta alcuna azione da parte degli iscritti per il trasferimento iniziale.
  • È possibile, entro 30 giorni dalla registrazione in INAD, modificare o sostituire il proprio domicilio digitale.
  • Dopo la pubblicazione, la PEC diventa un punto di contatto ufficiale anche per la sfera privata.

OPI Parma invita tutti i professionisti a prestare la massima attenzione alla gestione della propria PEC, poiché da oggi rappresenta uno strumento unico di comunicazione ufficiale sia professionale che personale.