Carenza di infermieri, aumento dell’età media, stipendi e caro vita al centro del confronto tra istituzioni, sanità e professioni nella commissione consiliare a Parma.
La carenza di infermieri e il progressivo calo di iscritti ai corsi di laurea in Infermieristica sono stati al centro della commissione consiliare VI (Welfare, Politiche Abitative e Lavoro) che si è svolta ieri 5 marzo in Comune a Parma. Un momento di confronto tra istituzioni, mondo sanitario, università e rappresentanze professionali per affrontare una delle criticità più rilevanti che interessano oggi il sistema sanitario, sia a livello locale sia nazionale.
Il problema della mancanza di infermieri, infatti, non riguarda soltanto Parma ma si inserisce in un contesto più ampio che coinvolge tutto il Paese. Tra i fattori principali che incidono sulla difficoltà di reperire personale vi sono i salari ritenuti poco competitivi rispetto ad altri Paesi europei, l’elevato costo della vita in particolare nelle regioni del Nord e la progressiva perdita di attrattività della professione per le nuove generazioni.
Durante la commissione è intervenuto anche il presidente dell’OPI di Parma, Dott. Walter Rossi, che ha portato il punto di vista dell’Ordine e della comunità professionale.
«Gli iscritti all’Ordine sono 3.130 e l’età media è di 48 anni. Quindi la nostra professione, oltre a non essere attrattiva, sta anche invecchiando»,
ha spiegato Rossi, evidenziando come il tema della carenza di infermieri non possa essere affrontato senza una riflessione più ampia sulle condizioni complessive della professione. L’invecchiamento della forza lavoro rappresenta infatti uno dei segnali più evidenti della difficoltà nel ricambio generazionale. Se da un lato molti professionisti si avvicinano progressivamente all’età pensionabile, dall’altro il numero di studenti che scelgono il percorso universitario in Infermieristica fatica a crescere in modo sufficiente per compensare le uscite dal sistema.
Secondo quanto emerso durante la commissione, a Parma gli iscritti al primo anno del corso di laurea in Infermieristica sono 177, a fronte di una disponibilità complessiva di 330 posti. Un dato che conferma la difficoltà nel rendere la professione attrattiva per i giovani.
Tra i nodi principali evidenziati durante l’incontro vi è quello delle retribuzioni. In molti Paesi europei, infatti, gli infermieri possono contare su stipendi più elevati e su condizioni di lavoro percepite come più favorevoli. Questo elemento contribuisce ad alimentare il fenomeno della mobilità professionale verso l’estero, già da anni segnalato come una delle cause della carenza di personale sanitario in Italia.
A ciò si aggiunge un ulteriore fattore che incide in modo particolare nelle regioni del Nord: il costo della vita. Affitti e spese quotidiane risultano significativamente più elevati rispetto ad altre aree del Paese, rendendo più difficile per molti professionisti stabilirsi e lavorare stabilmente in queste realtà. Nel corso della commissione è stato infatti sottolineato come questa dinamica rischi di alimentare un fenomeno di mobilità inversa rispetto al passato: infermieri provenienti dal Sud che, dopo aver maturato esperienza lavorativa al Nord, scelgono di rientrare nei territori di origine dove il costo della vita è più sostenibile. Un trend che potrebbe avere ripercussioni importanti sulla tenuta dei servizi sanitari nelle regioni settentrionali.
Proprio su questo punto si è soffermato il presidente dell’OPI Parma, ricordando come il tema dell’attrattività professionale debba essere affrontato con interventi strutturali.
«La carenza di infermieri riguarda tutta l’Emilia-Romagna», ha evidenziato Rossi, sottolineando come sia necessario mettere in campo politiche capaci di valorizzare la professione e di rendere il lavoro infermieristico più sostenibile nel tempo.
Nel corso del confronto sono stati affrontati anche altri aspetti legati alla permanenza dei professionisti sul territorio. Tra le ipotesi discusse vi sono iniziative finalizzate a favorire l’accesso agli alloggi, in particolare per i professionisti che si trasferiscono a Parma per motivi di lavoro. Il tema dell’abitare è stato indicato come uno degli elementi chiave per sostenere la permanenza degli operatori sanitari nelle città del Nord, dove il mercato immobiliare rappresenta spesso una barriera significativa per chi inizia il proprio percorso professionale.
Allo stesso tempo è stata richiamata l’importanza di rafforzare il rapporto tra università e SSN, con l’obiettivo di incentivare l’iscrizione ai corsi di laurea e sostenere il percorso formativo degli studenti. La presenza di un’offerta formativa solida e collegata alle esigenze del territorio è infatti un elemento fondamentale per garantire nel tempo la disponibilità di nuovi professionisti.
Il confronto ha messo in luce come la carenza di infermieri sia il risultato di una combinazione di fattori: retribuzioni non competitive, carichi di lavoro elevati, difficoltà di conciliazione tra vita privata e professionale e un costo della vita sempre più alto nelle aree urbane del Nord. Per questo motivo la soluzione non può essere ricercata in singoli interventi isolati, ma richiede una strategia complessiva che coinvolga istituzioni, sistema sanitario, università e rappresentanze professionali.
In questo scenario il ruolo degli Ordini professionali risulta fondamentale per rappresentare le esigenze degli infermieri e contribuire al dibattito pubblico con dati e analisi basate sull’esperienza quotidiana dei professionisti.
L’intervento del presidente dell’OPI Parma ha dunque ribadito la necessità di mantenere alta l’attenzione su una questione che riguarda non solo la professione infermieristica, ma la sostenibilità stessa del sistema sanitario. Garantire un numero adeguato di infermieri significa infatti assicurare la qualità dell’assistenza e la continuità delle cure per i cittadini. Per questo motivo il confronto avviato in commissione rappresenta un passaggio importante per approfondire il tema e individuare possibili soluzioni che possano rendere la professione infermieristica più attrattiva, valorizzata e sostenibile nel tempo.
